Una questione di fiducia, una via per la fede.

· Fiducia: sentimento o atteggiamento?

Più che come sentimento sono incline a considerare la fiducia un atteggiamento, poiché non risiede nel sottile mondo delle percezioni ma (al contrario) è calata così tanto nel quotidiano da essere visibile in gesti concreti: già il bambino, nella prima infanzia, fa esperienza tangibile di questo approccio fiducioso alla vita sperimentandolo nella realtà di quell’intima relazione che ha con la mamma (relazione da cui dipende la sua sopravvivenza).
Da questo esempio si evince come la fiducia sia concretamente percettibile nelle relazioni: la prima fiducia che sperimenti è infatti fisica e materiale nella ricerca dello sguardo della madre, del sentirla vicina quando vi è un importante bisogno che solo lei può soddisfare (il nutrimento, ad esempio).
A mio sentire, se il bambino piange lo fa infatti poiché in cuor suo sente (ha fiducia) che, a partir da quel suo gesto, la madre poi arrivi: se mancasse del tutto questa fiducia, ci sarebbe ancora il pianto a richiamare l’attenzione parentale?

..cominciando dall’ascolto del tuo sentire più puro e profondo per poi andare alle modalità con cui questo tuo sentire interagisce con il prossimo.

· Le due azioni della fiducia

Con il passare degli anni e con l’ingresso nell’età adulta attraversi numerose altre esperienze di vita, diverse da quelle dell’infanzia per quantità e qualità: questa nuova ricchezza relazionale ti dà l’opportunità di affinare il sentimento della fiducia e viverlo in modo più consapevole, cominciando dall’ascolto del tuo sentire più puro e profondo per poi andare alle modalità con cui questo tuo sentire interagisce con il prossimo.
È una fiducia che deriva quindi dal saper amare se stessi (dare ascolto al mio sentire più puro e profondo è un gesto d’amore verso me stesso) e che successivamente diviene tangibile nell’incontro con l’altro, poiché mi porta a sperimentare ciò che accade quando il mio sentire incontra ed interagisce con il sentire altrui.

· Gli incidenti di percorso

In quest’incontro con il prossimo è racchiusa l’eventualità avvengano degli incidenti di percorso e la tua fiducia ne esca parte lesa: anche in questi casi resta a te quella che chiamo «sana responsabilità», ovvero un costruttivo spazio di azione dal quale puoi agire chiedendoti «cosa posso fare, per prendermi cura di quella fiducia che è stata ferita?».
Anche quando viene per mano altrui violentata, la fiducia è infatti un sentimento che può rinascere, rimettere radici e riprendere vigore: affinché ciò avvenga ti è però richiesto di agire, nel rispetto dei tuoi vissuti e dei tuoi tempi, partendo dalla domanda di cui sopra.
Torna quindi il tema dell’amore per me stesso, non solo poiché (come visto prima) so dare ascolto al mio sentire più puro e profondo, ma anche perché so prendermi cura del sentimento della fiducia, qualora questo venga calpestato.

· Un’apertura trascendente

Prendendomi cura della fiducia, con amorevole dedizione e nessuna fretta, progressivamente sentirò rinascere la capacità di incontrare l’altro in modalità funzionali e costruttive: da qui si genererà poi quel sentire interiore che suggerisce come un approccio sincero e benevolo alla Vita sia da quest’ultima, in modi e tempi a noi sconosciuti, ricambiato.
Aprendo le porte alla più trascendentale fede.
 

Arcieri di Luce al Counseling Day!

(Cliccando qui trovi un video che ti introduce all’argomento)

· Cos’è esattamente il Counseling?
Un modo efficace per trovare la tua risposta a questa domanda è valutare la partecipazione al Counseling Day, evento gratuito che si terrà nella giornata di Sabato 21 Ottobre.

clicca sull’immagine per la locandina

Il Counseling Day è l’occasione per incontrare diversi Counselor della provincia di Cuneo e provare personalmente, durante la giornata, l’esperienza di un breve laboratorio di gruppo (trovi il programma dettagliato dei laboratori nella locandina allegata).
Io e Loredana, come Arcieri di Luce, ti aspettiamo per il laboratorio «L’Unicità della tua Sinfonia» che si terrà dalle 14:30 alle 15:30: per prenotarti puoi chiamarci o scriverci una e-mail (qui trovi i nostri contatti).
Ti aspettiamo presso lo spazio di Agape nella giornata di Sabato 21 Ottobre, in particolare per l’occasione del laboratorio, pensato proprio per accompagnarti a vivere con più Armonia il quotidiano, partendo da quell’unicità che è la tua Sinfonia. ❣️

Nel mezzo del cammin di tua vita, di nostra vita.

Alighieri Dante.

«Nel mezzo di cammin di nostra Vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita» è forse uno degli incipit più famosi della letteratura italiana (probabilmente gli si avvicina solo «Quel ramo del lago di Como…»): chissà quante volte sarà successo anche a te, di sentirteli ripetere o doverli recitare.
Per quanto venga sovente citato a memoria, l’incipit de “La Divina Commedia” ha tuttavia un significato profondo: lo puoi trovare già a partire dall’iniziale informazione che, raggiunti i trentacinque [1] anni di età, la «diritta via venga smarrita».
Inoltre, un altro elemento che contribuisce ad arricchire il messaggio di questi primi versi della Divina Commedia, è come Dante parli della nostra vita anziché della sua, donando così all’opera da lui scritta un respiro universale, attribuibile all’umanità intera.
Il componimento dantesco si apre quindi con un evidente senso di smarrimento all’inizio di un viaggio che ci accomuna, in quanto esseri umani, raggiunta l’età di trentacinque anni: è un viaggio avente come méta quella di «condurre gli uomini verso uno stato di felicità, rimuovendoli dalla miseria morale» [2] (per citare Dante stesso, a riprova del fatto che l’Autore si riferisse all’intera collettività, alla «nostra» vita).
Ricercare la felicità (azione per chi scrive strettamente correlata al trovare un senso profondo alla propria esistenza) è un bisogno che, a quanto ho potuto osservare, si fa infatti particolarmente presente proprio nel decennio compreso tra i 30 ed i 40 anni d’età.
Ti ritrovi?
Tra i 30 ed i 40 anni, «nel mezzo di cammin di nostra Vita», emerge infatti un sentire che pare essere come una sveglia: una sveglia particolare, per la quale non esiste snooze, possibilità di rimandare.
Continua a leggere“Nel mezzo del cammin di tua vita, di nostra vita.”

Il Counseling fa per me?

Ti sei mai chiest@ se il Counseling faccia al caso tuo?
In questo articolo, corredato del video che trovi qui, potresti trovare la tua risposta al quesito.
Dopo averlo sperimentato in prima persona, ciò che posso scriverti è che il Counseling sia un valido strumento per persone che (non presentando patologie psichiche o disturbi della personalità di competenza dello psicoterapeuta) stiano attraversando un momento particolarmente delicato del loro cammino.

Il Counseling, quindi, può esser anche per te una efficace forma di intervento nei casi in cui:

Continua a leggere“Il Counseling fa per me?”

Laboratorio esperienziale: le qualità dell’indole

Ci sono aspetti del tuo carattere che «per abitudine» porti sulle spalle ogni giorno, anche se non ti appartengono del tutto (come uno zaino che, con il tempo, s’è riempito di pesanti oggetti non tuoi): sono i condizionamenti che hai assorbito in seguito alle esperienze vissute o alla formazione ricevuta.
Da un lato c’è dunque il carattere che hai acquisito, dall’altro lato c’è la tua indole, che contiene le caratteristiche più autentiche ed intrinsecamente tue.
L’indole è intimamente tua e da lì ripartiamo insieme con questo laboratorio: ripartiamo da quanto ti appartiene da sempre, così che tu possa riconoscerlo e metterlo a frutto, valorizzando quelle tue preziose attitudini innate e riconoscendo (per esclusione) quali siano i pesanti ingombri che invece non ti riguardano.

Le qualità della tua indole sono con te fin dalla nascita: ti va di dar loro l’opportunità di emergere ed agire?

clicca sull’immagine qui sopra per scaricare la locandina
· L’INDOLE ·
laboratorio esperienziale per la riscoperta e la valorizzazione della tue attitudini innate
· sabato 11 marzo · ore 15.00 · Arcieri di Luce (Boves) · 
· partecipazione 29 euro · richiesta prenotazione · 

Ti aspettiamo,

Chi è il Counselor (definizione di Counseling)

Su chi sia il Counselor ho sentito diverse definizioni in questi anni e, se riconosco l’utilità di spiegazioni maggiormente razionali ed etimologiche, sono però al contempo attratto dalla spontaneità e dall’efficacia di definizioni che vadano dirette al cuore: una, in particolare, mi arrivò da una mia insegnante qualche tempo fa.
«Il Counselor è colui che ti accoglie», disse.
Sulle prime non capii appieno, ancora troppo legato alla sola comprensione logica e razionale.

Affinché tu possa lasciar emergere intuizioni e risorse che sono in te

In seguito, proseguendo la formazione ed il cammino di Crescita Personale, mi sono reso conto di quanto questa accoglienza sia percepibile se vissuta in modo esperienziale, entrando in prima persona in quello spazio empatico in cui sviluppa la relazione Counselor – Cliente: è questo l’inizio di una sessione di Counseling, in cui il Counselor accoglie incondizionatamente la tua attuale difficoltà, ascoltandoti in modo profondo ed attivo.
Condiviso quanto ti appesantisce, in questo spazio dal quale sei pienamente a tuo agio il Counselor sa accompagnarti e sostenerti affinché tu possa lasciar emergere intuizioni e risorse che sono in te: le intuizioni ti offrono nuovi utili punti di vista sul problema mentre le risorse ti permettono di concretizzare, di attuare quei punti di vista nel quotidiano.

Con adeguati sostegno ed accompagnamento, seguendo la strada tracciata dalle tue intuizioni, attraversi così la difficoltà contingente per andar incontro a quel tuo bisogno con ritrovate risorse.
Volendo integrare la definizione di cui sopra ti direi quindi che il Counselor è colui che ti accoglie e crea uno spazio dal quale puoi scoprire nuovi punti di vista sulla difficoltà del momento: sono utili «novità assimilabili» che ti permettono di ripristinare quella tendenza innata a fare il meglio che puoi, in ogni momento, per il tuo bene.
Quella che era in origine una difficoltà si trasforma così in occasione di crescita e, con ritrovata fiducia, puoi riprendere il tuo percorso di Vita.

 

Dalla Semina al Raccolto: le dinamiche del tuo agire

Molto probabilmente hai anche tu un’agenda ricca di cose da fare: veloci impegni del quotidiano o grandi progetti di vita riempiono le tue giornate ed è possibile tu avverta, a volte, il bisogno di viverli meglio (con meno stress, arrabbiature e perdite di tempo, ad esempio).
Soddisfare questo tuo bisogno è possibile: abbiamo scritto un ciclo di meditazioni che ti aiuta proprio in questo! 

dalla Semina al Raccolto: nuovo ciclo di meditazioni!

Da studi sul nostro movimento interiore (utilizzando una simbologia semplice ed efficace) è nato dalla Semina al Raccolto, ciclo di 5 meditazioni che ti porta a prender consapevolezza di come ti muovi verso i tuoi obiettivi e ti sostiene, inoltre, nel mettere a punto ciò che può esser migliorato.
Vedere con chiarezza quale stimolo ti motivi e quale emozione ti accompagni in ciascuna fase del tuo agire è un passaggio essenziale per muoverti meglio, con maggior benessere e soddisfazione, tra i tuoi impegni: è un passaggio essenziale per viver meglio quel quotidiano da cui la vita trae significato.

Il cammino che percorreremo insieme si snoda attraverso i seguenti appuntamenti:

  • ven 20 maggio – Un fertile terreno
  • ven 17 giugno – La traiettoria dei semi
  • ven 15 luglio –  Coltivando (con) cura e fiducia
  • ven 26 agosto – La celebrazione del raccolto
  • ven 16 settembre – Come dipingi il tuo Autunno?

Puoi scaricare la locandina del ciclo di meditazioni cliccando qui: noi, nel frattempo, ti aspettiamo al primo dei cinque incontri, “Un fertile terreno”, che si terrà il 20 maggio alle ore 20:45 presso il nostro studio.
Il costo complessivo delle 5 serate è di 80 € ed 👉 include, per chi lo desidera, un colloquio di condivisione ed approfondimento su quanto emerso durante l’esperienza di meditazione: il tutto corredato da un buon the o tisana 🍵 nell’accogliente ambiente del nostro studio, s’intende.
Per qualsiasi informazione, qui trovi i nostri contatti.

A presto,

Un viaggio attraverso le emozioni

La maggior parte di noi è stata educata con l’errata convinzione per la quale il provare determinate emozioni sia disdicevole e, di conseguenza, sia opportuno non manifestarle:  un atteggiamento repressivo nei confronti del proprio sentire, a lungo andare, potrebbe però portarti a sentirti inadeguato/a qualora in te prendano forma rabbia, paura, disgusto o altre emozioni  sgradevoli.

“non esiste emozione esclusivamente positiva o negativa:
è semplicemente parte del nostro individuale esistere”

Se consideri invece il vero significato di emozione, ovvero “la risposta psicofisiologica (che coinvolge pensieri  e corpo) ad uno stimolo, attraverso un evento, una situazione, un ricordo, proveniente dall’esterno o dall’interno della persona”, comprendi che non esiste emozione esclusivamente positiva o negativa e ti risulterà più semplice intendere come l’emozione sia semplicemente parte del tuo esistere.
Il passo successivo sarà poi imparare a vedere la parte disfunzionale della manifestazione di quell’emozione per apprendere come sia possibile renderla funzionale al vivere quotidiano: vedere la motivazione celata dietro ad un insorgere estremo di paura, rabbia, gioia o disgusto ti aiuterà a prendere contatto con quella parte di te che non è stata vista, ascoltata, accolta e compresa.

La rabbia (ad esempio) viene considerata spesso negativa, tanto da essere sovente repressa: ma un’aggressività ben incanalata è ciò che rende la persona determinata ed assertiva, capace di ottenere con rispetto ciò che le è stato tolto, in grado di esprimersi nel mondo con la giusta capacità di definire i propri confini, di proteggere il personale punto di vista.  La stessa cosa, naturalmente, potrà avvenire con qualsiasi altra emozione.
Il viaggio alla scoperta delle emozioni, e di come agiscono al nostro interno, è un’opera di grande aiuto e crescita: ti potrà aiutare a vedere quanto, fino ad oggi, sia stato permesso all’emozione di comandare e tiranneggiare, donandoti in seguito la scoperta dei tuoi punti di debolezza e di forza.

Non si tratterà più di cambiare, snaturandosi quanto piuttosto di migliorare, conoscendosi.

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(A proposito di emozioni e di migliorare conoscendosi, qui sotto 👇 un video pubblicato da Enrico che ti invita a riflettere su come tu possa farlo prendendo ispirazione dalla Natura: nel caso specifico, dal Fiore di Loto. Buona visione!)

Menù all’arrabbiata

Ci sono situazioni nelle quali qualcuno si rivolge a te con tono arrabbiato, senza che tu abbia fatto consapevolmente nulla per causare quel suo stato d’animo: è chiaro che in tali circostanze la tua parte logica già sappia che quella rabbia non sia realmente indirizzata a te ma, al contempo, la tua parte emotiva ne è inevitabilmente toccata, scossa.
Forse, talvolta, anche ferita. 💔
(Siamo umani, in fondo).

Come fare, allora, affinché la logica consapevolezza che già possiedi (ovvero “quella rabbia non è realmente indirizzata a me”) vada a sostenere anche la tua parte emotiva?
Mi viene in mente una sequenza che può esser d’aiuto: tratta dal primo film Matrix, ritrae il protagonista Neo intento a fermare in aria dei proiettili che stavano andando nella sua direzione. Neo ne osserva uno da vicino, lo scruta, poi li lascia cadere tutti.

…lui sia profondamente consapevole che “quei proiettili non siano realmente indirizzati a lui”

Lasciando da parte la reale trama di Matrix ti chiedo ora, con un po’ di fantasia, di immaginare Neo a soffermarsi su quel singolo proiettile con la profonda consapevolezza che quegli spari non siano realmente indirizzati a lui: ed in quel momento, come per magia, tutti i proiettili cadono a terra.

Sostituendo nella metafora i proiettili con le parole di rabbia che tu non meriti, quello che fa Neo in Matrix è la stessa cosa che può esser utile far anche a te nelle situazioni di cui hai letto ad inizio articolo: fai un respiro profondo, inspira consapevolezza, sii presente in quel momento e ferma quelle parole prima che ti tocchino.
Osservale con un po’ di distacco, poi pensa “questa rabbia non è per me”: non ne sono io la causa o la destinazione.
E in quel momento, come per magia, quelle parole aggressive cadono a terra.

Quella qui sopra è una breve ma profonda esperienza di meditazione immaginativa che può aiutarti a proteggere il tuo lato emotivo. A supporto della tua parte più razionale, inoltre, ti dico che spesso è proprio così: a meno che tu non abbia consapevolmente fatto qualcosa per irritare l’altra persona, capita che le persone si arrabbino con te per motivi loro.

Questi motivi possono essere, ad esempio:

Continua a leggere“Menù all’arrabbiata”

Un nuovo equilibrio nelle tue relazioni

 

Ho cominciato a scrivere questo articolo in modo impersonale, come fosse un contenitore sterile da riempire con informazioni che possano esserti utili.
Ho cancellato quanto già redatto quando mi sono accorto che la stesura non mi stesse portando da nessuna parte, poiché ai miei occhi troppo impersonale.
Ricomincio da capo mettendoci il cuore ❤️, modalità in cui sento di muovermi in questo presente: ricomincio da una storia di Vita vera, la mia.

Qualche anno fa, colei che al tempo era la mia fidanzata, mise tra le motivazioni principali della sua decisione di interrompere la relazione quella che io fossi “troppo incentrato sui suoi bisogni”: all’epoca avevo iniziato da poco un cammino di crescita personale, da troppo poco per non restar turbato di fronte ad una frase del genere.
“Ci può dunque essere troppa empatia?”
“Sta davvero finendo una relazione poiché ho investito troppe risorse nel curarmi dei bisogni di chi mi sta vicino?”

Questo (ed altro) mi domandavo, ancora confuso dall’improvviso cambiamento nella mia vita sentimentale e da altre situazioni che (come satelliti) mi orbitavano intorno, rischiando di convergermi addosso.

Nel caso anche a te fosse accaduto di aver sofferto per “troppa empatia” (concedimi l’enorme semplificazione nel virgolettato) desidero portarti una buona notizia: ci sono altre modalità relazionali che puoi sperimentare, valutandone con la tua esperienza la misura in cui possan esser utili.
Una di queste modalità è quella delle tre posizioni percettive: a me è stata di supporto per ritrovare un equilibrio nelle relazioni e, augurandomi possa esserti altrettanto d’aiuto, ne condivido qui i fondamenti.
Se ti capita di far parte di relazioni (di vario tipo, anche non affettive in senso stretto) in cui sembra impossibile intravedere una soluzione win-win che soddisfi entrambi le parti, potresti trovare un tuo personale e nuovo equilibrio provando a spostarti tra tre principali posizioni percettive.
Un nuovo equilibrio da cui emergano per te punti di vista, prospettive ed intuizioni proficue che prima non riuscivi a scorgere.

Quali sono queste tre posizioni?Continua a leggere“Un nuovo equilibrio nelle tue relazioni”