Perché chiedersi il perché? Domande più o meno utili.

«Perché mi sta capitando questo?»
«Perché quella persona si comporta così, con me?»

Alzi la mano chi non ha mai anche solo pensato ad una di queste domande, tra sé e sé, di fronte ad un imprevisto:
domande che nascono per cercare la motivazione razionale di un accadimento, che cominciano con un «perché».
Io ho alzato la mano: tu?
Anni fa ero solito chiedermi il «perché», in seguito ad un evento spiacevole di cui non comprendevo le ragioni.
Con il passare del tempo la mia esperienza mi ha portato a concludere che chiedermi il perché, in quello smarrimento, non avesse in fondo una grande utilità:
il dolore restava quello, anche dopo aver compreso il «perché» di quanto accaduto.
Se c’era profonda solitudine di fronte ad un abbandono, comprendere il perché fosse avvenuto quell’abbandono non contribuiva a lenire la solitudine: io restavo solo, in fondo.
Se c’era rabbia di fronte a ciò che percepivo come una violenta invasione dei miei spazi, comprendere il perché fosse avvenuta quell’ingiustizia non contribuiva a placare la rabbia: l’invasione restava tale.
È stato così che, con il trascorrere di diverse primavere che hanno iniziato ad ingrigirmi la barba, ho cominciato a mettere in discussione le domande che cominciano con «perché».
Ora chiedo a te: come hai vissuto fino ad ora la ricerca dei «perché»?
Ti è stata di una qualche utilità, per attraversare il momento difficile e guarire la ferita emotiva?
Nel caso la tua risposta sia negativa, ti invito a proseguire nella lettura.

Autointerrogarti va bene, purché ti serva per uscire dalle sabbie mobili del tormento emotivo.

Porti una domanda può essere di per sé una buona cosa, nella misura in cui ti evita di restare immobile nel dolore emotivo e ti aiuta a riprendere movimento: va bene quindi autointerrogarti, purché la direzione in cui la domanda ti porta sia funzionale al tuo benessere (ad uscire dalle sabbie mobili del tormento emotivo).
Se autointerrogarti va bene, ammesso che ti smuova verso una direzione buona, ti lascio qui la suggestione di tre domande che ritengo più efficaci rispetto al già citato «perché».
· Cosa mi sta accadendo, realmente?
È una domanda che ha lo scopo di ridimensionare e oggettivizzare un accaduto: questa prima domanda mette la giusta distanza tra te e l’accaduto, portandoti su una prospettiva da cui il coinvolgimento, pur presente, non è più così disorientante.
· Come sto vivendo questo evento?
È una domanda utile nella misura in cui ti porta a contattare la tua emozione interiore ed acquisire autoconsapevolezza.
Riconoscere un’emozione può aiutarti ad attraversarla, a condividerla con qualcuno che potrà così più facilmente entrare in empatia con te.
Quel qualcuno può essere una persona fidata, che davvero vuole il tuo bene, o un professionista preparato quale un Counselor.
· Cosa posso farne di utile?
Attraversata l’emozione correlata a quel vissuto, è tempo di ricostruire: come proseguo il mio cammino di vita, trasformando quanto accaduto in qualcosa di arricchente?
Queste sono tre domande tra le tante che possono esserti utili di fronte ad una situazione difficile ed imprevista: quando entri nello spazio sicuro di una sessione di Counseling vedi emergere quella più funzionale ed efficace per te, per ogni una data situazione.
Ora sai che chiedersi «perché» può essere la reazione emotivamente più probabile di fronte ad un evento che non sai gestire: è normale, la nostra mente razionale è allenata ad andare in quella direzione.
Ora, inoltre, sai anche che chiedersi «perché» non è sempre la domanda più efficace: ci sono altre domande più utili nel farti star meglio.
Ci sono altre domande: di alcune di queste ti ho scritto qui nell’articolo, le altre (su misura per te) le potrai far emergere nel corso di una sessione di Counseling (i contatti del nostro studio li trovi qui).

 

Una questione di fiducia, una via per la fede.

· Fiducia: sentimento o atteggiamento?

Più che come sentimento sono incline a considerare la fiducia un atteggiamento, poiché non risiede nel sottile mondo delle percezioni ma (al contrario) è calata così tanto nel quotidiano da essere visibile in gesti concreti: già il bambino, nella prima infanzia, fa esperienza tangibile di questo approccio fiducioso alla vita sperimentandolo nella realtà di quell’intima relazione che ha con la mamma (relazione da cui dipende la sua sopravvivenza).
Da questo esempio si evince come la fiducia sia concretamente percettibile nelle relazioni: la prima fiducia che sperimenti è infatti fisica e materiale nella ricerca dello sguardo della madre, del sentirla vicina quando vi è un importante bisogno che solo lei può soddisfare (il nutrimento, ad esempio).
A mio sentire, se il bambino piange lo fa infatti poiché in cuor suo sente (ha fiducia) che, a partir da quel suo gesto, la madre poi arrivi: se mancasse del tutto questa fiducia, ci sarebbe ancora il pianto a richiamare l’attenzione parentale?

..cominciando dall’ascolto del tuo sentire più puro e profondo per poi andare alle modalità con cui questo tuo sentire interagisce con il prossimo.

· Le due azioni della fiducia

Con il passare degli anni e con l’ingresso nell’età adulta attraversi numerose altre esperienze di vita, diverse da quelle dell’infanzia per quantità e qualità: questa nuova ricchezza relazionale ti dà l’opportunità di affinare il sentimento della fiducia e viverlo in modo più consapevole, cominciando dall’ascolto del tuo sentire più puro e profondo per poi andare alle modalità con cui questo tuo sentire interagisce con il prossimo.
È una fiducia che deriva quindi dal saper amare se stessi (dare ascolto al mio sentire più puro e profondo è un gesto d’amore verso me stesso) e che successivamente diviene tangibile nell’incontro con l’altro, poiché mi porta a sperimentare ciò che accade quando il mio sentire incontra ed interagisce con il sentire altrui.

· Gli incidenti di percorso

In quest’incontro con il prossimo è racchiusa l’eventualità avvengano degli incidenti di percorso e la tua fiducia ne esca parte lesa: anche in questi casi resta a te quella che chiamo «sana responsabilità», ovvero un costruttivo spazio di azione dal quale puoi agire chiedendoti «cosa posso fare, per prendermi cura di quella fiducia che è stata ferita?».
Anche quando viene per mano altrui violentata, la fiducia è infatti un sentimento che può rinascere, rimettere radici e riprendere vigore: affinché ciò avvenga ti è però richiesto di agire, nel rispetto dei tuoi vissuti e dei tuoi tempi, partendo dalla domanda di cui sopra.
Torna quindi il tema dell’amore per me stesso, non solo poiché (come visto prima) so dare ascolto al mio sentire più puro e profondo, ma anche perché so prendermi cura del sentimento della fiducia, qualora questo venga calpestato.

· Un’apertura trascendente

Prendendomi cura della fiducia, con amorevole dedizione e nessuna fretta, progressivamente sentirò rinascere la capacità di incontrare l’altro in modalità funzionali e costruttive: da qui si genererà poi quel sentire interiore che suggerisce come un approccio sincero e benevolo alla Vita sia da quest’ultima, in modi e tempi a noi sconosciuti, ricambiato.
Aprendo le porte alla più trascendentale fede.
 

La Bussola delle Relazioni: tre esercizi pratici

Ti capita di provare talvolta un «senso di smarrimento», nelle tue relazioni?

Per scaricare la locandina, clicca sull’immagine.

È il non saper cosa dire in una data situazione: il non saper cosa fare, come muoverti o comportarti.
Fino ad un istante prima ti sembrava tutto normale, poi ad un tratto (senza capire il perché) ti senti come se avessi perso la strada, ed un certo disagio inizia a fare capolino.
Hai presente?
«La bussola delle relazioni» è un laboratorio esperienziale strutturato per aiutarti a ridurre quel senso di smarrimento ad un qualcosa di estemporaneo, da te facilmente superabile.
Partecipando a questo laboratorio tornerai a casa con tre esercizi concreti per migliorare sensibilmente le relazioni interpersonali del tuo quotidiano (in famiglia, tra amici, sul lavoro).
Tre esercizi concreti poiché crediamo che vivere un’esperienza sia la modalità più efficace per apprendere ed ampliare i propri orizzonti.
Al costo di 35 euro, il laboratorio avrà luogo dalle 14:30 alle 18:30 di Sabato 18 Novembre, qui nel nostro studio Arcieri di Luce (link Google Maps): per prenotarti, puoi scriverci via mail o whatsapp (ecco i nostri contatti).

A presto!

Arcieri di Luce al Counseling Day!

(Cliccando qui trovi un video che ti introduce all’argomento)

· Cos’è esattamente il Counseling?
Un modo efficace per trovare la tua risposta a questa domanda è valutare la partecipazione al Counseling Day, evento gratuito che si terrà nella giornata di Sabato 21 Ottobre.

clicca sull’immagine per la locandina

Il Counseling Day è l’occasione per incontrare diversi Counselor della provincia di Cuneo e provare personalmente, durante la giornata, l’esperienza di un breve laboratorio di gruppo (trovi il programma dettagliato dei laboratori nella locandina allegata).
Io e Loredana, come Arcieri di Luce, ti aspettiamo per il laboratorio «L’Unicità della tua Sinfonia» che si terrà dalle 14:30 alle 15:30: per prenotarti puoi chiamarci o scriverci una e-mail (qui trovi i nostri contatti).
Ti aspettiamo presso lo spazio di Agape nella giornata di Sabato 21 Ottobre, in particolare per l’occasione del laboratorio, pensato proprio per accompagnarti a vivere con più Armonia il quotidiano, partendo da quell’unicità che è la tua Sinfonia. ❣️

Dalle Acque in Ascesa: laboratorio esperienziale

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Con questo articolo ti presentiamo il nostro primo laboratorio di crescita personale ideato a contatto con una Natura differente dalle montagne e colline che abbracciano la provincia di Cuneo: «Dalle Acque In Ascesa» è infatti il titolo della giornata esperienziale che abbiamo costruito affinché sia vissuta in comunione con l’ambiente marino.
Ci troveremo Domenica 22 Ottobre a Varigotti, in provincia di Savona, per condividere insieme un cammino che partirà proprio dalle acque per sviluppare in ascesa e raggiungere un’importante vetta: una profonda e più consapevole conoscenza di te.
Per maggiori informazioni, scarica la locandina cliccando qui o sull’immagine a fianco.

Cinque tappe, cinque esperienze di crescita personale dal mare alla collina, dalle 9:00 alle 18:30: una breve camminata, metafora del viaggio alla conoscenza di te.
Per motivi organizzativi, ti chiediamo di confermare la tua presenza entro Lunedì 16 Ottobre, grazie (trovi qui i nostri contatti).

Con il piacere d’esser qui a condividere con te un pezzo di cammino, quel tanto che tu desideri, ti salutiamo e ci auguriamo di incontrarti presto.

Nel mezzo del cammin di tua vita, di nostra vita.

Alighieri Dante.

«Nel mezzo di cammin di nostra Vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita» è forse uno degli incipit più famosi della letteratura italiana (probabilmente gli si avvicina solo «Quel ramo del lago di Como…»): chissà quante volte sarà successo anche a te, di sentirteli ripetere o doverli recitare.
Per quanto venga sovente citato a memoria, l’incipit de “La Divina Commedia” ha tuttavia un significato profondo: lo puoi trovare già a partire dall’iniziale informazione che, raggiunti i trentacinque [1] anni di età, la «diritta via venga smarrita».
Inoltre, un altro elemento che contribuisce ad arricchire il messaggio di questi primi versi della Divina Commedia, è come Dante parli della nostra vita anziché della sua, donando così all’opera da lui scritta un respiro universale, attribuibile all’umanità intera.
Il componimento dantesco si apre quindi con un evidente senso di smarrimento all’inizio di un viaggio che ci accomuna, in quanto esseri umani, raggiunta l’età di trentacinque anni: è un viaggio avente come méta quella di «condurre gli uomini verso uno stato di felicità, rimuovendoli dalla miseria morale» [2] (per citare Dante stesso, a riprova del fatto che l’Autore si riferisse all’intera collettività, alla «nostra» vita).
Ricercare la felicità (azione per chi scrive strettamente correlata al trovare un senso profondo alla propria esistenza) è un bisogno che, a quanto ho potuto osservare, si fa infatti particolarmente presente proprio nel decennio compreso tra i 30 ed i 40 anni d’età.
Ti ritrovi?
Tra i 30 ed i 40 anni, «nel mezzo di cammin di nostra Vita», emerge infatti un sentire che pare essere come una sveglia: una sveglia particolare, per la quale non esiste snooze, possibilità di rimandare.Continua a leggere“Nel mezzo del cammin di tua vita, di nostra vita.”

Seminari Reiki Shoden (I livello) e Chuden (II livello) a fine Settembre

A fine Settembre ti invitiamo ad un weekend all’insegna del Reiki: un’opportunità per portarti all’esperienza di questo amorevole collegamento con l’Energia Universale (con il seminario di 1 livello, Shoden) o per scoprire (grazie agli insegnamenti del 2 livello, Chuden) nuove e benefiche applicazioni pratiche di quest’Energia, da utilizzare nel tuo quotidiano.

Le date da segnare sul calendario sono:

  • Sabato 23 settembre, dalle 8.30 alle 18.30, per il seminario di 1 livello – Shoden – 初伝
  • Domenica 24 settembre, dalle 9.00 alle 18.30, per il seminario di 2 livello – Chuden – 中伝
clicca sull’immagine per scaricare la locandina!

Il seminario di primo livello è indicato per chi non abbia ancora esperienza con il percorso di Reiki: se il Reiki ha sempre colto il tuo interesse ma non hai ancora partecipato ad un seminario o ricevuto un Reiju (armonizzazione), l’incontro di Sabato 23 può davvero esser l’occasione giusta!
Partiremo insieme dalle basi, introducendoti con calma alla storia ed ai principi del Reiki: in questa parte più didattica e teorica potrai esporci tutte le tue domande su questa disciplina.
Seguirà poi una parte più pratica in cui, in seguito alle cerimonie del Reiju (armonizzazione), potrai sperimentare un consapevole contatto con l’Energia Universale, cominciando a farne da subito un uso concreto.

Il secondo livello è invece rivolto a chi abbia già frequentato un seminario Reiki di primo livello e praticato questa disciplina, con costanza, per qualche mese almeno.
Nel seminario di secondo livello ti introdurremo alla conoscenza teorica ed all’uso pratico dei primi 3 simboli (Shirushi) del Reiki tradizionale giapponese, ognuno con la sua cerimonia di armonizzazione ed il suo mantra (Jumon).

Siamo lieti di offrirti questa opportunità di riprendere contatto con il fluire dell’Energia Universale e di accoglierti nel nostro studio per il seminario (ecco il link a Google Maps): cliccando qui trovi invece i nostri contatti per informazioni sui costi e prenotare la tua iscrizione.

Ti aspettiamo ☺️

 

Laboratorio esperienziale «A Contatto con la Natura»

 

La transizione tra estate ed autunno rappresenta forse anche per te la ripresa della solita routine, un periodo che puoi però trasformare in ripartenza confortevole ed arricchente per la tua Vita.

clicca sull’immagine per scaricare la locandina

L’intenzione con cui io e Loredana abbiamo strutturato la giornata di Domenica 17 Settembre è aiutarti a scoprire qualche utile strumento in più per arricchire con maggior consapevolezza e nuove prospettive il tuo personale cammino nel mondo: far questo a contatto con la Natura e con i suoi elementi, che sapranno accompagnarti valorizzando ciascuna delle attività proposte.

Le quattro esperienze pianificate svilupperanno in armoniosa sequenza affinché tu possa dedicarti del tempo per ritrovarti ed accoglierti, partendo dal tuo personale spazio interiore per andar poi verso l’esterno, verso il mondo in cui ti muovi e con il quale ti relazioni.

Per riservarti un posto (è richiesta prenotazione) o per aver risposta alle tue curiosità, trovi qui i nostri contatti: qui invece il link alla locandina e, sopra in apertura di articolo, il video di presentazione dell’evento.

L’intera giornata ha un costo di 65 euro: il ritrovo è previsto per le ore 9.00 presso il nostro studio e la conclusione delle attività, con rientro in studio, per le 18.30.

 

Nell’abbraccio della Natura, delle sue colline e delle sue montagne, siamo pronti ad accoglierti.

 

Il Counseling fa per me?

Ti sei mai chiest@ se il Counseling faccia al caso tuo?
In questo articolo, corredato del video che trovi qui, potresti trovare la tua risposta al quesito.
Dopo averlo sperimentato in prima persona, ciò che posso scriverti è che il Counseling sia un valido strumento per persone che (non presentando patologie psichiche o disturbi della personalità di competenza dello psicoterapeuta) stiano attraversando un momento particolarmente delicato del loro cammino.

Il Counseling, quindi, può esser anche per te una efficace forma di intervento nei casi in cui:

Continua a leggere“Il Counseling fa per me?”

Laboratorio Esperienziale: Il Cercatore (l’iniziativa concreta verso la meta)

«…parte di te desiderosa di fare esperienza orientandosi verso la vocazione che dà senso al tuo cammino».

Ciò che facciamo ogni giorno è interagire con la realtà, interpretandola soggettivamente: se qui scrivo ad esempio la parola «mare» si generano in me ed in te sensazioni differenti, poiché differenti sono le esperienze che di quel «mare» io e te abbiamo interiorizzato.
Con il laboratorio esperienziale «il Cercatore» hai la possibilità di sperimentare come agisca, come si muova quella parte di te desiderosa di fare esperienza del mondo orientandosi verso la vocazione che dà senso al tuo cammino.
L’archetipo del Cercatore è investito di spirito di iniziativa, da lui stesso alimentato con la fiducia in una mèta raggiungibile: con curiosità e voglia di apprendere, di percepire un senso di fondo nelle azioni quotidiane, il Cercatore adotta soluzioni creative per mantenere la rotta e fare del percorso un qualcosa di arricchente.
Conoscere come si muova in te l’archetipo del Cercatore può aiutarti a vivere meglio il percorso verso la tua chiamata: per accompagnarti in questo processo ti aspettiamo sabato 14 ottobre, dalle 14.30 alle 18.30, nel nostro accogliente studio (clicca sull’immagine oppure qui per visionare la locandina dell’evento).
Un altro pezzo di cammino che possiamo fare insieme.
Ti aspettiamo,