Il Linguaggio Sacro dell’Astrologia: 12 Tappe Evolutive attraverso gli Archetipi delle Stelle

Attraverso l’Astrologia è possibile iniziare un Cammino di Risveglio; in questo l’analisi del proprio Tema Natale è una buona opportunità per intraprendere il Viaggio…

Come può aiutarmi una Consulenza Astrologica, basata sulla lettura del mio Tema Natale?
Una prima analisi conoscitiva è un ottimo punto di partenza verso la Conoscenza di Sé: di quelli che sono i propri Talenti, le Risorse personali, alcune Difficoltà o Blocchi incontrati in determinati ambiti, eventuali Schemi Mentali introiettati ma non autentici.

Preso atto del mio “mondo interiore”, che cosa ne faccio dopo?
È partendo da questo quesito che ho deciso di strutturare un Percorso Astrologico – di Conoscenza e di Crescita Personale – suddiviso a tappe.
Sono 12 Incontri che Ti permetteranno di “lavorare”, di volta in volta, su ciascun Archetipo (all’articolo qui troverai un approfondimento del concetto) conoscerlo bene, comprendere come agisce in Te e poi riuscire ad integrarlo in modo da non farti influenzare ma, anzi, trasformarlo in Strumento e Risorsa per poterti muovere, nel tuo quotidiano, consapevolmente di fronte agli eventi che la Vita ti propone.

Esistono, talvolta, domande a cui si fa fatica a replicare in modo esaustivo:
– QUAL È IL MIO PROGETTO DI VITA?
– COME COMUNICO?
– COSA PORTO NELLE RELAZIONI?
– TENDO AD AUTOSABOTARMI?
– RIESCO AD ESPLICITARE I MIEI BISOGNI?
– PERCHÈ CONTATTO SPESSO RABBIA, PAURA, TRISTEZZA…?
– COME MI RAPPORTO ALL’AUTORITÀ?
E molte altre ancora… questo percorso può essere un valido aiuto per trovare le tue risposte!

In cosa consistono questi incontri?
Sarai accompagnato/a, attraverso alcuni strumenti di Counseling, ad entrare in profondità, ad ascoltare quanto si muova “dentro di Te” e in quale modalità, a far emergere emozioni che sapranno darti risposte per poi giungere ad integrare tutte le tue parti, sentendoti così più presente ed autentico/a.

Concludo lasciandoti con una riflessione:
ogni giorno attingiamo, inconsapevolmente, alla dimensione più psichica e spirituale, dando forma poi ai nostri pensieri, alle nostre emozioni, alle nostre azioni; ti piacerebbe compiere un Viaggio affinché tu possa comprenderne il significato e diventare parte attiva nella costruzione della Tua Esistenza?
Ti aspetto, se vuoi, in un accogliente Spazio di Ascolto e Sostegno!
 

Novilunio in Cancro: la Gestazione dell’Ombra

dal blog di Loredana  

A pochi giorni dal Solstizio, esattamente mercoledì 29 giugno, ci sarà il primo Novilunio estivo, alle ore 4:52, sotto il segno del Cancro, al grado 7°22’, portando in espansione le energie diffuse nell’importante momento solstiziale.
Un’occasione ideale per depositare un seme, custodire un proposito personale che possa concretizzarsi tra sei mesi, con l’intento inerente ad una delle caratteristiche principali del segno del Cancro, ovvero l’accudimento.

Di cosa dovremmo prenderci cura?

Il Cancro è un segno d’acqua, è collegato all’acqua primordiale, l’acqua di gestazione che contiene ed accompagna verso la vita; ma prima di “venire alla Luce” è necessario un iniziale, fondamentale passaggio di formazione e crescita attraverso il Buio.
Ed infatti questa Luna Nuova si presenta, unita al Sole, in stretta congiunzione con Lilith, la Luna Nera che narra di Parti Oscure e Rinnegate, di Rifiuto e Ribellione.

Lilith rappresenta la nostra Ombra più profonda, quella ripudiata parte di noi che non possiamo, e talvolta non vogliamo, assolutamente vedere ma indispensabile che venga, prima o poi, illuminata, vista e compresa, onde evitare che sia proiettata all’esterno, nelle relazioni (con noi stessi e con gli altri) causando una serie di emozioni distruttive quali disagio, insofferenza, rabbia, frustrazione, ansia o malessere interiore.

Chi era Lilith? Continua a leggere“Novilunio in Cancro: la Gestazione dell’Ombra”

L’importanza del “fare spazio”

Un tempo si credeva che la gran parte delle nostre cellule cerebrali si formasse esclusivamente prima della nascita ma, in realtà, non è proprio così: all’interno della scatola cranica, queste cellule (e le relative loro connessioni, dette sinapsi) si formano e disfano in modo continuo.
Il nostro cervello, pertanto, è un organo in continuo mutamento: in particolare in età adolescenziale avviene una forte ristrutturazione del cervello (in psicologia indicata dal termine “potatura”) per la quale numerose sinapsi vengono “tagliate” affinché, proprio come avviene nella potatura in botanica, possano migliorare specifiche funzioni cerebrali dedite al linguaggio, al movimento, alla memoria, alle emozioni.
Affascinante vero?
Proprio nel momento in cui l’individuo (in questo caso un adolescente) si trova a dover affrontare situazioni di vita più complesse (sappiamo bene quanto l’adolescenza sia una fase dell’esistenza particolare e delicata) il suo cervello rivede la sua struttura: questo concetto, portato su un piano più alto (non per forza fisico), mi fa riflettere su quanto sia importante, talvolta, avere il coraggio e la forza di lasciar andare per accogliere il nuovo.

“…rinunciare all’attaccamento è una buona possibilità per far entrare il nuovo…”

Il nuovo, ovvero quei cambiamenti che spesso spaventano poiché richiedono di abbandonare il senso di sicurezza, i solchi dei nostri automatismi, la zona di comfort a cui siamo tanto abituati: eppure rinunciare all’attaccamento (a situazioni, idee, punti di vista, persone, emozioni) è una buona possibilità per far entrare il movimento, la novità.

A cosa rinunci per timore di cambiare idea?
Quale occasione ti sfugge per rigidità o pigrizia?
Quante opportunità perdi per mancanza di coraggio?

Quando poi a questa mancata “voglia di muoversi” si aggiunge il timore di non essere capace, di non essere all’altezza o di non meritare, si possono sommare altri stati d’animo quali ansia o frustrazione.
Subentra allora l’importanza di cercare sostegno attraverso una relazione d’aiuto che possa intervenire nel far luce, nell’ampliare le prospettive su punti di vista non valutati in precedenza (ad esempio poiché offuscati da emozioni vissute in modo limitante).

L’incontro con un Counselor o un Consulente Relazionale può aiutarti a trovare uno spazio nuovo dal quale osservare la mappa del tuo mondo e, con i tuoi tempi, costruire vie più funzionali per riprendere cammino.

Meditazione #2: Florida Rinascita 🌺

“Florida Rinascita” è il secondo incontro di una serie di meditazioni che, come studio Arcieri di Luce, abbiamo scritto e pensato a cadenza mensile affinchè ti siano utili vibrando in armonia con i cicli della Natura.
Marzo, mese che con l’equinozio ti porta all’inizio della Primavera, è il momento ideale per portarti un’esperienza di risveglio e fioritura alla Vita!  🌺
Con profumi, immagini e suoni ti accompagneremo nel prender contatto con la tua capacità di rifiorire con leggerezza ed entusiasmo dopo il torpore invernale (quanto può esser lungo, un inverno)?

In questi incontri, al termine dell’esperienza meditativa, è nostra particolare cura (attraverso la Consulenza Relazionale) affrontare eventuali tematiche emerse durante il momento di introspezione personale, così da poterti prendere cura di Te in modo completo e personale.
“Florida Rinascita”, seconda di 12 meditazioni scritte in armonia con i cicli della Natura, avrà luogo Venerdì 18 Marzo dalle ore 21.00: portrai partecipare sia in presenza, presso il nostro accogliente studio (link GMaps) che da casa, collegandoti al link di Google Meet che ti forniremo via mail in seguito alla tua iscrizione.
Per maggiori informazioni puoi scriverci a arcieridiluce@gmail.com (scrivendo a questo stesso indirizzo puoi prenotare il tuo posto per la serata): per la locandina clicca sull’imagine circolare qui nell’articolo oppure qui, se vuoi scaricare la versione in PDF.
L’iscrizione è richiesta sia per partecipare in presenza (i posti sono limitati) sia per ricevere il link e poter partecipare online: le prenotazioni saranno accettate sino al venerdì stesso, 18 Marzo, entro le ore 18.00.

Ci siamo formati presso l’Accademia di Tara in Tecniche Immaginative Evolutive Ihbes® per portarti delle meditazioni che, attraverso l’uso dei sensi e stimolando l’immaginazione, ti siano utili per entrare in intimo contatto con quelle parti di te che puoi trasformare in risorse funzionali a conoscerti meglio, a riprender con più sicurezza il tuo cammino di Vita.
Il costo è di 20 euro a serata (supporto di Consulenza Relazionale compreso) ed è previsto uno sconto per chi desideri far parte, ogni mese, attraverso le Stagioni, di questo gruppo di persone in crescita ed in cammino.

Ti aspettiamo!
Enrico & Loredana

 

 

I fiori della primavera sono i sogni dell’Inverno
raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
(Kahlil Gibran)

 

Un viaggio attraverso le emozioni

La maggior parte di noi è stata educata con l’errata convinzione per la quale il provare determinate emozioni sia disdicevole e, di conseguenza, sia opportuno non manifestarle:  un atteggiamento repressivo nei confronti del proprio sentire, a lungo andare, potrebbe però portarti a sentirti inadeguato/a qualora in te prendano forma rabbia, paura, disgusto o altre emozioni  sgradevoli.

“non esiste emozione esclusivamente positiva o negativa:
è semplicemente parte del nostro individuale esistere”

Se consideri invece il vero significato di emozione, ovvero “la risposta psicofisiologica (che coinvolge pensieri  e corpo) ad uno stimolo, attraverso un evento, una situazione, un ricordo, proveniente dall’esterno o dall’interno della persona”, comprendi che non esiste emozione esclusivamente positiva o negativa e ti risulterà più semplice intendere come l’emozione sia semplicemente parte del tuo esistere.
Il passo successivo sarà poi imparare a vedere la parte disfunzionale della manifestazione di quell’emozione per apprendere come sia possibile renderla funzionale al vivere quotidiano: vedere la motivazione celata dietro ad un insorgere estremo di paura, rabbia, gioia o disgusto ti aiuterà a prendere contatto con quella parte di te che non è stata vista, ascoltata, accolta e compresa.

La rabbia (ad esempio) viene considerata spesso negativa, tanto da essere sovente repressa: ma un’aggressività ben incanalata è ciò che rende la persona determinata ed assertiva, capace di ottenere con rispetto ciò che le è stato tolto, in grado di esprimersi nel mondo con la giusta capacità di definire i propri confini, di proteggere il personale punto di vista.  La stessa cosa, naturalmente, potrà avvenire con qualsiasi altra emozione.
Il viaggio alla scoperta delle emozioni, e di come agiscono al nostro interno, è un’opera di grande aiuto e crescita: ti potrà aiutare a vedere quanto, fino ad oggi, sia stato permesso all’emozione di comandare e tiranneggiare, donandoti in seguito la scoperta dei tuoi punti di debolezza e di forza.

Non si tratterà più di cambiare, snaturandosi quanto piuttosto di migliorare, conoscendosi.

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(A proposito di emozioni e di migliorare conoscendosi, qui sotto 👇 un video pubblicato da Enrico che ti invita a riflettere su come tu possa farlo prendendo ispirazione dalla Natura: nel caso specifico, dal Fiore di Loto. Buona visione!)

Luce sulle tue ombre

In questi giorni a cavallo del Solstizio – in cui, simbolicamente, dopo l’Oscurità più profonda torna al trionfo la Luce – si è formata pian piano in me una riflessione sui concetti di Luce ed Ombra presenti in ciascuno di noi.
Stiamo vivendo in una società in cui è sempre più alta l’esigenza di essere estremamente “performanti”, di mostrarsi agli altri perfetti, di far credere che il proprio agire sia costantemente impeccabile: un fare che, spesso, ci porta a cadere nel giudizio verso coloro che, umanamente, mostrano le loro difficoltà in una data situazione.
Insomma, un vivere dedito all’apparenza ma di fatto poco autentico.

“Perché vivi, se non ti curi di vivere bene?” (Diogene)

Credo che, mai come in questo momento storico, sia necessaria l’umiltà di fare un passo indietro per riprendere contatto con quelle “parti buie” che ci appartengono: una volta osservate imparare poi ad amarle, riuscendo così ad integrarle, in modo funzionale, nella propria vita.
Siamo in costante ricerca di agio, quiete e serenità ma ancora troppo proiettati verso la convinzione che un simile stato di benessere provenga esclusivamente dall’esterno: un ritorno all’introspezione è invece un possibile strumento di recupero di se stessi, basilare per poter dare il via ad un processo di consapevolezza che non potrà che migliorare le relazioni e la realtà circostante.
Siamo essere duali e questa dualità è imprescindibile condizione della natura umana: la presa di coscienza di tale stato può diventare un ottimo aiuto per imparare non solo a convivere con siffatta verità ma, anzi, per riuscire a trasformarla a nostro favore.

Potremmo valutare l’idea di diventare tutti, nel proprio quotidiano, un po’ Diogene: colui che, in pieno giorno, girava per strada con una lanterna in mano alla “ricerca dell’Uomo”: egli aspirava a trovare qualcuno in grado di essere davvero autentico, capace di vivere in linea con la propria vera Essenza.
Ma come fare, se questa Essenza ancora non la si conosce?
Semplicemente avere la volontà di esplorare, di andare a fondo, di smuovere il proprio animo con la Fiducia che, restando in accoglienza di ciò che verrà svelato, un primo passo verso la Crescita Personale sia un grande passo verso un’Umanità Migliore.

Ecco allora il mio augurio per questo Natale: possa quella lampada restare sempre accesa ed aiutarti a trovare meraviglie!

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Consapevolezza attraverso i Tarocchi?

“Il popolo conserva così, senza comprenderli, i frantumi di tradizioni antiche, risalenti a volte anche ad un passato talmente lontano che sarebbe impossibile determinarlo… esso svolge in tal modo la funzione di una specie di memoria collettiva più o meno “subconscia”, il cui contenuto, una quantità considerevole di dati di ordine esoterico, è manifestamente venuto da un’altra parte.”

(René Guénon – SIMBOLI DELLA SCIENZA SACRA)

Da questo breve estratto (opera del famoso scrittore e filosofo del secolo scorso) si può comprendere come i Tarocchi siano, da sempre, qualcosa di misterioso che ha accompagnato l’uomo nel suo profondo intento di comprendere aspetti della propria vita; essi hanno inoltre a che fare, attraverso la loro simbologia figurativa, con il mondo degli archetipi (puoi leggere qui il mio precedente articolo).

  • Ma che cos’è esattamente un mazzo di Tarocchi?

Nella pratica il mazzo è costituito da 78 carte22 Arcani Maggiori (dal significato non immediato – arcano significa infatti misterioso) e 56 Arcani Minori (che nel tempo sono stati poi rielaborati e ripresi nei mazzi di carte tradizionali). Le suddette carte, la cui origine ancora oggi risulta incerta, sono state spesso utilizzate per fare della divinazione, nonostante dietro ai loro disegni si celi il “Mistero della Vita”.

Credo sia quasi impossibile spiegare completamente e razionalmente il loro valore: certo è che i Tarocchi costituiscono, al pari di Astrologia o Rune ad esempio, un linguaggio simbolico utilizzato dall’uomo, sin dalla notte dei tempi, per tentare di spiegare i grandi quesiti della vita.

Incuriosita dalla loro simbologia, negli anni mi sono avvicinata ad essi, con un approccio per nulla divinatorio ma esclusivamente introspettivo.

“Ogni Arcano riesce a lavorare sull’inconscio proprio come fa un archetipo e da qui creare un varco verso la nostra psiche, trasformandosi in efficace mezzo di conoscenza personale”

Effettivamente nei disegni degli Arcani Maggiori (che raccolgono, tra l’altro, anche alcuni simboli appartenenti alle tre più importanti tradizioni religiose – Cristiana, Ebraica e Musulmana) si nascondono profondi significati legati ad archetipi ormai radicati nell’inconscio collettivo ed in quello del singolo, tanto da divenire valido strumento di accompagnamento lungo la via verso lo sviluppo della coscienza.

  • Può esistere correlazione tra Tarocchi ed un percorso di Crescita Personale?

Sì, come detto i Tarocchi possono agire nella persona (grazie alle loro potenti immagini simboliche) esattamente come fanno gli archetipi, risvegliando in ciascuno di noi una particolare emozione che poi può essere analizzata, elaborata, compresa ed integrata.

Ogni Arcano riesce a lavorare sull’inconscio proprio come fa un archetipo e da qui creare un varco verso la nostra psiche, trasformandosi in efficace mezzo di conoscenza personale. 

  • Come avviene tutto ciò?

La scelta di una determinata carta, per effetto della sincronicità (concetto introdotto da Jung che consiste nel legame tra due eventi, per nulla correlati tra loro), può permettere alla persona di vedere, attraverso le immagini dell’arcano estratto, una fotografia del messaggio inviato dal suo inconscio.

Possono quindi nascere alcuni interrogativi, quali: 

  • “Che cosa sto creando?” – “Quali esperienze sto vivendo?” (carta L’IMPERATRICE);
  • In che cosa sono in crisi?” (carta L’EREMITA);
  •  “Che cosa si sta risvegliando in me?” (carta IL GIUDIZIO).

Questi sono soltanto esempi, ma è chiaro come, partendo da una semplice domanda, si possa indagare sul proprio mondo interiore, e da qui partire, in tal modo, verso un meraviglioso viaggio di comprensione (grazie ad altre carte, eventualmente estratte in successione) su quali possibili blocchi, dubbi, punti di forza o talenti, intervengano durante il cammino di consapevolezza personale.

 

L’importanza e l’influenza degli archetipi

Quando attingiamo al Mondo delle Idee, rendendole manifeste nel nostro quotidiano, anche se in modo inconsapevole stiamo probabilmente lavorando con gli archetipi.
Iniziamo con il definire cosa si intenda per archetipo: derivante dal greco, il termine viene utilizzato per indicare qualcosa che precede il pensiero stesso.
L’archetipo è il Principio Primo, il Simbolo, l’Idea Originale ed in quanto tale designa qualcosa che “esiste prima”: questo simbolo, nell’uomo, genera un impulso che si concretizza poi in  pensieri, gesti ed emozioni.
Esso pertanto potrebbe aiutarci a comprendere quanto l’essere umano sia un insieme più grande della sua sola dimensione materiale, poiché, nel suo esprimersi concretamente, egli va ad attingere a dimensioni più sottili, quali quelle archetipiche.

Come si può chiarire tutto questo?

Un bell’esempio è dato dai miti (spesso utilizzati per illustrare un’idea) oppure dai sogni… ma, per spiegarlo meglio, facciamo un passo indietro.
Senza andare nel dettaglio degli studi fatti da tutti coloro che hanno trattato l’argomento, si può guardare alla psicologia analitica di Jung: egli, quando introdusse il concetto di Inconscio Collettivo (collegato alla nostra parte più profonda) osservò che tutti noi attingiamo agli archetipi in esso contenuti.
Dall’analisi dei sogni dei suoi pazienti, Jung comprese quanto certe immagini, certe nozioni, siano bagaglio innato dell’individuo, anche quando egli non ne avesse mai fatta esperienza diretta: questo accade poiché gli archetipi sono idee che, in un certo senso, costituiscono geneticamente il nostro inconscio come “forme a priori” che esistono già “da prima” nell’inconscio collettivo.
Preso atto di questo collegamento, può essere allora interessante osservare come gli archetipi si muovano ed agiscano nel “sentire” di ognuno.

“Gli archetipi sono i modelli più profondi del funzionamento psichico, come le radici dell’anima che governano le prospettive attraverso cui vediamo noi stessi e il
mondo.”
(James Hillman)

Come, e con quale direzione, si manifesta un archetipo nel nostro Inconscio?

Alcuni chiari archetipi (princìpi universali ed immutabili, ritrovabili anche nel mondo delle fiabe) possono essere i seguenti:

  • la FANCIULLA che rappresenta l’Anima oppure la nostra parte più pura ed autentica
  • l’EROE che raffigura la nostra Parte Attiva, pronta a manifestarsi nel mondo con coraggio per liberare la Fanciulla (l’Anima) permettendoci così un vivere aderente alla nostra indole
  • il DRAGO che rappresenta la nostra Ombra, da superare, sconfiggere od integrare

Personalmente amo molto la correlazione tra simbologia archetipica ed astrologia, grazie alla quale diventa arricchente scoprire come ciascuno dia vita, dentro di Sé, a svariate modalità di espressione di simboli quali l’Innocente (Giove – la parte più pura e gioiosa), l’Angelo Custode (Luna – la parte più accudente), il Guerriero (Marte – la capacità di affermazione), l’Amante (Venere – la modalità relazionale), il Saggio (Saturno – il giudice interiore), il Cercatore (Mercurio – la mente e le capacità comunicative) e così via…  

Osservare come un archetipo agisce in te può rivelarsi un’ottima chiave di lettura della tua Interiorità, ti permette di entrare maggiormente in contatto anche con quel lato ombra che può diventare, una volta compreso, una grande risorsa di crescita, consapevolezza, evoluzione personale.

Con entusiasmo verso l’autunno

A quasi due mesi dall’apertura del nostro studio Arcieri di Luce l’entusiasmo per questo progetto non fa altro che aumentare, unito al desiderio di portare avanti ciò che per anni è stato custodito in un piccolo cassetto e che oggi è riuscito finalmente a prender forma.

Oltre ad aver iniziato il nostro lavoro con Consulenze Individuali, io ed Enrico abbiamo già proposto con successo alcune attività di gruppo (tra queste il Seminario di Primo Livello Reiki).

Ora, nel dedicarci alla programmazione degli eventi per la stagione autunnale, abbiamo lavorato con amorevolezza per chi, come Te, voglia intraprendere questa bella avventura alla (ri)scoperta di Sé!

Qui di seguito troverai un’anticipazione delle attività proposte per i mesi a venire: nel ricordarti che oltre agli eventi qui sotto restiamo sempre disponibili per quella che è la nostra attività principale, la Consulenza Relazionale, ti invitiamo a contattarci senza impegno per maggiori informazioni (o per prendere un appuntamento).

Iniziamo con il mese di SETTEMBRE

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Il valore dell’empatia

Vi sono termini che vengono comunemente utilizzati nelle conversazioni quotidiane, anche se spesso in modo meccanico e prestando poca attenzione al loro significato: uno di questi, di cui vi parlo oggi, è l’empatia.

· Partiamo dall’etimologia: che cosa significa empatia?

La parola deriva dal greco antico empàtheia ed è un termine composto da endentro – e pathossofferenza o sentimento – con il significato di “sentire dentro”: al tempo veniva utilizzato per designare il rapporto emozionale che si creava tra il cantore ed il suo pubblico.
Oggi si parla di empatia per indicare la predisposizione della persona ad immedesimarsi nelle esperienze altrui, soprattutto a livello emotivo: empatia è quindi la capacità di percepire le emozioni vissute da chi ci sta di fronte.
Sappiamo l’uomo essere un “animale sociale”: tutta la sua vita è scandita dai rapporti che si instaurano con gli altri (in famiglia, nelle amicizie, nel mondo del lavoro e così via) ed un buon livello di empatia sta alla base di queste relazioni.

· Esiste solo un tipo di empatia?

Non penso esista solo un tipo di empatia: oltre a quella emozionale (sentire l’emotivo provato dall’altro) vi è anche un’empatia più cognitiva (comprendere il punto di vista dell’altro) e comportamentale (comprendere il comportamento di coloro che hanno una cultura diversa dalla nostra).
Oltre a quanto elencato, a me piace riconoscere inoltre un’ulteriore tipologia di empatia, più “animica”, che può condurre ad un profondo riguardo nei confronti degli esseri umani con i quali ci relazioniamo ogni giorno: esseri umani che sono anime in cammino, con le proprie personali  fragilità e debolezze e per questo degne di grande rispetto.

· L’empatia fa parte dell’indole? Nasciamo con questa sensibilità?

Sicuramente nella personale predisposizione all’empatia interviene buona parte della natura di ciascun individuo: ci sono persone con una particolare inclinazione a mettersi nei panni dell’altro, persone dalla spiccata attitudine nello stare attenti verso le esigenze altrui, che sentono la vocazione di aiuto verso gli altri.
Se empatici si nasce, è anche importante sapere che l’empatia si può affinare.
Quindi, preso atto di quanto detto, ci si può allenare a diventare più empatici, soprattutto se questo atteggiamento diventa indispensabile in relazioni particolari: esistono ambiti in cui non solo è necessario che ci sia empatia ma è fondamentale applicarla sempre ed in modo efficiente, come, ad esempio, in una relazione d’aiuto.

· Come si può affinare l’empatia?

Esercitarsi ad ascoltare di più può essere un buon punto di partenza: cercare di parlare di meno, lasciando spazio all’altra persona ed evitando di imporre il proprio punto di vista. Educarsi quindi a valutare nuove e diverse prospettive da quelle che portiamo da sempre con noi, sapendo ascoltare l’altro anche nei suoi silenzi e prestando al contempo attenzione a cosa avviene in noi stessi quando comunichiamo con qualcuno.
È un lento e paziente lavoro di affinamento, di ascolto, che con il tempo può dare i suoi frutti.

· Essere una persona empatica è sempre positivo?

Chiarito il fatto che empatia non significhi dover accomodare sempre e comunque le richieste dell’altro (soprattutto quando questo va contro il nostro personale sentire), possiamo dire che l’empatia abbia quasi sempre una valenza positiva: ci permette, come detto, di sentire in noi quanto si muova nel mondo dell’altro, creando con quest’ultimo un più umano e profondo contatto.
A quanto scritto aggiungo che un approccio empatico alla relazione può non essere funzionale quando (non del tutto consapevoli del proprio emotivo) si conosce poco la propria interiorità, tendendo così a relazionarsi alle emozioni in modo automatico: in questo caso il sentimento avvertito nell’interlocutore potrebbe richiamare in noi una personale esperienza passata, non permettendoci di percepire quanto provato dall’altra persona in modo lucido poiché troppo “ancorati” al nostro personale trascorso.
Ecco che allora una delle caratteristiche più belle del temperamento umano potrebbe diventare, anziché una fantastica risorsa, un atteggiamento limitante nei rapporti tra le persone.
Fondamentale pertanto valutare l’opportunità di intraprendere un percorso di conoscenza personale quale via per migliorare i nostri rapporti interpersonali: per riportare l’empatia al suo arricchente valore nelle relazioni che intratteniamo.

 

“L’empatia vera è sempre libera da ogni qualità diagnostica o giudicante.” – C. ROGERS